Che occhi grandi che hai
13 Novembre 2009
Lady Gaga + Francis Lawrence = Il video più figo el momento.

No, cioè parliamone. Una cosa del genere mi spinge addirittura a riesumare il cadavere del mio blog!
Pensavo che Lady Gaga avesse raggiunto l’apice col video di Paparazzi, invece questo Bad Romance ha tutte le carte in regola per superarlo. È incredibile come questa donna sia talmente pacchianeria da fare il giro completo e diventante geniale.
Atmosfere asettiche e da servizio di moda patinato, Lady Gaga e soci come vampiri i bare tecnologiche che si aprono col calare del sole. La Germanotta che si trasforma in un manga vivente “torturata” e costretta a fare la cyber prostituta che mette all’asta il proprio corpo per un gruppo di bevitori di vodka (tremendo product placement anche evitabile, quelli per la Apple e per i piccì sono nettamente meno invadenti) fino al finale fiammeggiante.
Una serie di costumi tra il pacchiano e il geniale; le regine bianca e nera e soprattutto la vestaglia con l’orso polare come strascico.
Francis Lawrence fa un lavorone, mettendo un po’ da parte i suoi aspetti tipici (campi lunghi, panoramiche, molta CGI, ecc.) per lasciare che il Gaga Style prenda il sopravvento, “limitandosi” a fare un lavoro quasi Kubrickiano con le scenografie bianche e luminose che rimandano a 2001: Odissea nello spazio o alla carrellata iniziale che riprende quella nel Korova milkbar di Arancia Meccanica.
Ancora, daccene ancora.
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Summertime
28 Luglio 2009
Visto che di solito parlo sempre male dei video italiani per l’occasione due lodi a due video “tormentoni estivi” dell’anno; Vedo In Te di Airys e Per dimenticare degli Zero Assoluto.

Così come mette in luce in modo intelligente anche un commentatore di youtube questo video risulta originale per via del piatto panorama dei videoclip italiani contraddistinti dalla totale mancanza di aspirazione (e ispirazione) e dell’intento unico di fare da “vetrina” al brano come dimostrano alla perfezione i banali, scialbi e ripetitivi video di Gaetano Morbioli.
Ma non credo che il solo pregio del video di Airys (progetto “sperimentale” di Syria) sia quello. Romana Meggiolaro riesce a creare un prodotto che si, da un lato non si adagia hai canoni ripetitivi che vanno di moda tra i video italiani (niente viraggio sul giallo, niente tentativi narrativi, ecc.) ma dall’altro si dimostra un gioco divertente che riesce a cogliere certi lati della canzone meglio di quanto potrebbe fare un video che si limita ad illustrare per immagini il testo del brano.
In particolare è proprio il lato ipnotico e accattivante della canzone a venir messo in evidenza, il movimento rotatorio della macchina da presa in una sorta di finta panoramica a 360° che segue la lotta di cibo che ci tiene attaccati allo schermo senza aver bisogno di storie particolari.
Dal punto di vista estetico si dimostra ancora più interessante, la scelta dei “modelli” che strizza l’occhio ad un certo tipo di indie non si limita a prendere belli canonici (questa è una scelta frequente dei video della casa di produzione The Mob), come ho già detto sopra anche la fotografia non si limita alla patinatura da spot della danacol e al banale viraggio in seppia cercando invece di dare in effetto particolare e “fresco” con un settaggio di colori assolutamente avanguardistico per il panorama italiano (ad opera di Marco Bassano, che è anche l’autore dell’interessante fotografia di Fuori e buio di Tiziano Ferro).

Sempre della The Mob, e per certi versi simile, il video che Cosimo Alemà ha realizzato per gli Zero Assoluto, Per dimenticare. Il regista qui ci tira fuori un confetto, un video accattivante e costruito in maniera impeccabile senza però risultare freddo e bello fine a se stesso. In una sorta di quasi piano sequenza che ci fa seguire la parte narrativa del video, un video in cui finalmente ci si rende conto che in 3 minuti si devono raccontare storie semplici dotate di un inizio e di una fine senza necessariamente dover strafare.
Ci sono anche i ballerini in stacchetti “musical” che non risultano fuori luogo. Cosa si può volere di più?
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I am spellbound
3 Maggio 2009
C’è da chiedersi perché un gruppo famoso e ormai consolidato a livello mondiale come i lacuna coil si sia ritrovato a girare un video in Italia per Spellbound.

In questo caso, a differenza della mega critica al video di Giusy Ferreri, c’è da dire che il regista Saku è decisamente meglio di Gaetano Morbioli (ok, non è che ci voglia molto), in passato ha realizzato dei video interessanti (So Different per The Niro) ma sfortunatamente in questo caso si porta dietro quasi tutti i difetti tipici dei video italiani.
A sua discolpa possiamo pensare che la Century Media da un lato abbia imposto certi paletti; guardando i vari video delle band prodotte da tale casa discografica si noterà che certi aspetti vengono spesso ripetuti, dall’altra parte sembrano quasi inevitabili certi tipi di inquadrature destinate a Cristina sempre “usata” come una sirena pronta ad attirare giovani metallari un po’ come Vile Vallo mezzo nudo nei video degli HIM ha il compito di attirare giovani pulzelle.
Se però i precedenti registi che hanno lavorato con la band sono riusciti a destreggiarsi tra i paletti e sono riusciti a portare a termine video piuttosto riusciti (a volte più tipo Kal Karman) in questo caso invece ci si accortoccia su se stessi senza uscirne vivi.
Il video presenta i tipici difetti dei video italiani; l’incapacità di gestire una “narratività”, il mettere immagini quasi a caso in modo piuttosto inconcludente con vaga attinenza alla canzone e un fine ultimo di utilizzare il video solo come vetrina per il brano e l’artista senza aspirare a qualcosa di più. Ci troviamo a vedere attori che interpretano vari personaggi senza una logica precisa, privati di una componente narrativa non raccontano nulla, non si evolvono e anche con la spiegazione ufficiale (mostrare vari aspetti dell’essere sotto l’incantesimo di qualcosa) continua ad essere di difficile comprensione.
Di positivo c’è la fotografia “brillante” di Patrizio Saccò (molto simile ad un altro video a cui ha lavorato ossia Sogni risplendono dei Linea 77 e Tiziano Ferro) e certi interessantissimi movimenti ed usi della macchina da presa piuttosto insoliti nel panorama italiano.
Insomma un video italiano girato in stile americano ma non del tutto riuscito, chissà che in futuro i Lacuna non si decidano a scegliersi registi più datatti a loro (Lisa Mann, io tifo per Lisa Mann).
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A novembre 30 giorni con april giugno e settembre di 28 tu lo sai che ce n’è uno tutti gli altri, amore, ne hanno 31
5 Febbraio 2009
Gaetano Morbioli, insieme a Marco Salom e Cosimo Alemà, è uno dei più prolifici registi di video italiani ma a differenza dei suoi due, onnipresenti, colleghi, che nonostante tutto dimostrano di saper tranquillamente spaziare tra la mediocrità suprema a delle ideuccie intelligenti (soprattutto il secondo), lui sforna regolarmente robette sconclusionate e, diciamolo, brutte. Come il recente video Stai fermo lì di Giusy Ferreri.

Partiamo col dire da subito che a me Giusy Ferreri non dispiace affatto, non ho pregiudizi nei confronti di X-Factor (eddai su c’è Morgan che si sputtana pubblicamente, una vecchia che bestemmia, Simona Ventura con i capelli fluorescenti e quest’anno tre ometti che fanno casino. Come si può trattare male un programma simile?) e Stai fermo lì è anche una delle canzoni che mi piace di più dell’album (basta dire al mio cervello di dimenticare che è stata scritta da Tiziano Ferro) quindi da una parte non si può dire che stia parlando male del video per motivi di pregiudizi e d’altra parte mi veniva naturale aspettarmi un pochino di più da esso.
I precedenti due video di Giusy diretti dal sopraccitato Alemà nonostante non fossero capolavori tutto sommato erano prodotti apprezzabili partivano con la loro ideuccia, la loro fotografia, il loro “stile” e lo portavano avanti fino alla fine.
Cosa che nel video di Morbioli non succede minimamente. Il video inizia con un certo tipo di fotografia, un tipo di movimenti di macchina e un concept “distruggiamo tutto” alla Since U Been Gone di Kelly Clarkson e ci andava anche bene, anzi con una canzone del genere ci aspettavamo tutti qualcosa di simile ma tutto ciò dura solo fino ad un 1,30 poi cambio di registro. Ora la fotografia e fredda e l’atmosfera in stile Lithium degli Evanescence ma non si fa in tempo ad abituarsi al nuovo genere che passiamo ancora a qualcosa di nuovo e anch’esso scollegato ai precedenti. Si passa poi per un breve stacchetto velocizzato (Time-lapse? O qualunque sia il suo nome) come il video di Ray of Light di Madonna prima di passare al marchio di fabbrica di Morbioli ossia l’uso lame della computer grafica per poi raggiungere l’apice del cattivo gusto con “l’allagamento” che dovrebbe farci tornare in mente un video random di Tiziano Ferro (probabilmente quello sul calcio con sottotesti omoerotici).
Insomma sembra proprio che abbiamo trovato l’equivalente italiano di Sophie Muller. Purtroppo.
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Video 2008
31 Dicembre 2008
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Metal Musical
8 Novembre 2008
Prendete Marie Antoinette di Sofia Coppola e tingetelo di nero, avrete così il nuovo video degli Apocalyptica feat. Adam Gontier - I Don’t Care.

I video metal solo solitamente caratterizzati da una bruttezza divampante, le cose cambiano poco a seconda dei generi, quelli Heavy metal sono solitamente i peggiori Gothic e Alternative si salvano un po’, e se sono americani, che si contraddistinguono dalle atmosfere alla Saw, o europei, che possono vantare un pessimo uso della computer grafica e rimandi vichingheschi.
Si possono contare i gruppi metal che col supporto di registi come si deve hanno sfornato ottimi lavori come Jonas Åkerlund/Rammstein, Marilyn Manson/Floria Sigismondi, Lacuna Coil/Kal Karman e poco altro.
L’incontro tra Lisa Mann e gli Apocalyptica stravolge completamente le regole. I Don’t Care non solo è un bel video metal ma è probabilmente uno dei migliori videoclip dell’anno. E probabilmente è anche il video metal più femminile che sia mai stato girato, sembra una sorta di Marie Antoinette di Sofia Coppola col Cello metal al posto della New wave.
Ci sfilano davanti in una casetta a metà tra Shining e Alice nel paese delle meraviglie una sfilza di belle ragazze immerlettate (esiste come termine?) e imparruccate come in un servizio fotografico random di Tim Walker che seducono con le loro grazie i violoncellisti (e batterista e guest vocalist) con tanto di stacchetto stile musical (la parte dove suonano le ragazze come fossero violoncelli è geniale). Il tutto si conclude con un lussurioso banchetto finale con tanto di dolci neri e rosa e un po’ di sano lesbo chic che non fa mai male.
Il tutto confezionato con un ottima fotografia piena di interessanti giochi di luce.
Che tutto ciò sia un sano inizio? Che d’ora in avanti anche i gruppi hard rock e metal cominceranno a mettere da parte virilismi vichinghi e atmosfere horror asettiche?
Di certo si sa che ultimamente Lisa Mann continua a sfornare un video più bello dell’altro, mi auguro che sia d’esempio per le altre sue colleghe (Sophia Muller ti senti per caso tirata in causa?).
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Basta!
12 Aprile 2008
Il brano sanremese di L’Aura diventa un video ed ecco a voi Basta!

Il video in origine fù girato da Maki Gherzi già autore di quattro video di L’Aura (tra cui quello di “Non è una favola”) per qualche ragione misteriosa però è stato rigirato sta volta con la regia di Marco Salom, produttore esecutivo di tutti i video di L’Aura nonché aiuto regista di Silvio Muccino per “Parlami d’amore”.
Il video inizia come in pratica come tutti i banalissimi video italiani che ci rifila mtv ultimamente col solito effetto rallentato, le solite inquadrature della “gente normale” e il solito cantante che cammina.
Fino alla svolta. Bella l’idea di una L’Aura incazzata e ostacolata da tutti ma che riesce comunque a liberarsi, cadere e rialzarsi, e farsi valere.
Ma poi sfortunatamente il concept viene abbandonato. Il video si conclude semplicemente come i tanti banali video italiani che ruotano su mtv.
Senza dubbio bella fotografia, e sicuramente farà breccia sul pubblico generalista di mtv. Ma sono sicuro che si poteva fare sicuramente di più.
Potete votarlo su AllMusic e TRL!
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Il surrealismo del vagabondare
3 Aprile 2008
Dopo l’onomatopea visiva di Gondry con Declare Independence ora è il turno del surrealismo del team Encyclopedia Pictura. Beccatevelo qui in alta definizione mentre aspettiamo la versione 3D.

Girato per essere visto in 3D, il video di Wanderlust si presenta come puro surrealismo e l’Encyclopedia Pictura di queste cose se ne intende, datevi un’occhiata ai loro precedenti lavori; sono malati pazzi.
Il video diventa avanguardia, senza più un filo narrativo si alternano bellissime immagini di cui non riusciamo più a riconosce se l’origine sia realtà o CG.
Seguiamo il corso del fiume facendoci coinvolgere dalla Bjork che vagabonda a cavallo di bufali fino a finire risucchiati tra le mani del fiume.
Un perfetto trip allucinante e misticheggiante, un vortice onirico in cui rimanere intrappolati.
Questo raggiunge direttamente un posto nell’Olimpo dei video musicali a fianco di Bachelorette di Michel Gondry, All Is Full of Love di Chris Cunningham, It’s Oh So Quiet di Spike Jonze e Possibly Maybe di Stéphane Sednaoui.
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Quando Asia dirige non si deve doppiare
13 Marzo 2008
Torniamo indietro di qualche anno. I Bluvertigo parteciparono a Sanremo nel 2001 con la canzone L’Assenzio, il video per il brano fu diretto dalla compagna di allora di Morgan; Asia Argento.

Asia mischia Suspiria ai Fiori dei male per dar vita ad uno dei migliori video italiani di sempre. Da una parte l’uso iper-realistico del colore e la struttura narrativa cara all’horror all’italiana dall’altra i Bluvertigo trasformati in nuovi poeti maledetti.
Le porte si aprono e siamo introdotti all’interno di un bordello in pieno decadentismo tra prostitute, sadomaso, oppio e vaghi cenni, anacronistici, di living theatre. Un Basil post-moderno comincia ad immergerci in un vortice di citazioni letterarie e non. Daria Nicoldi che torna a fare la scream queen precede un Dracula così come l’avrebbe fatto Mario Bava. Tartarughe ingioiellate e un novello Des Esseintes tormentato da allucinazioni alla Operazione paura .Un Franco Battiato perfetto alchimista intento nel preparare l’assenzio.
Nel finale mani labyrintiane ci risvegliano dall’incubo.
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Video del 2007
5 Gennaio 2008
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